La Nonaveruncazzodafare presenta:
I Fratelli Robert Downey Jr.
Con la partecipazione di:
Zach Galifianakis
Esterno giorno.
RDJ: Salve sono Robert Downey Junior noto attore.
RDJ: Io sono Robert Downey Jr, te sei solo un tizio che mi assomiglia, tra l'altro neanche tanto.
RDJ: Potrei dire anch'io questo. Non lo faccio però perché sarebbe ridondante, sappi però che lo penso.
RDJ: IO sono Robert Downey Junior! Cosa cazzo sta succedendo?
RDJ: E come puoi dimostrarlo? Ogni prova sarebbe futile e ridondante, perdona la ripetizione. (sorride) Sul cosa, uhm forse sei impazzito o viceversa, chissà? Propongo, momentaneamente e per uscire da questo “posto”, di dare per scontato che entrambi siamo Robert Downey Junior. Per distinguerci potremmo darci dei nominativi : io sono Robert Downey Junior Quello Vero e tu Robert Downey Junior Quello Falso, concordi?
RDJQF: No.
RDJQV: Prevedibile ma come puoi vedere la scelta è stata già fatta, non ti resta che accettarla.
RDJQF: Ma vaffanculo! Io sono Robert Downey Junior Famoso Attore!
RDJQV: Ti ringrazio per i complimenti ma purtroppo non sono ancora così famoso, sebbene il talento non mi manchi.
RDJFA: Uno: Sono uno dei migliori attori di tutta la fottuta Hollywood. Due: Molto talentuoso si, almeno su questo abbiamo un punto di contatto. Tre: Dove cazzo siamo?
RDJQV: Uhm bella domanda, modestamente ci stavo pensando già da un po'. Non che per questo la domanda perda pertinenza. Ho varie teorie...
RDJFA: Tientele per te. Ascolta forse dovremmo ricostruire le nostre ultime ore. Forse riusciamo a venirne fuori da questa dimensione, sogno o qualunque cosa sia questa stronzata.
RDJQV: Una buona idea devo ammetterlo, comincia te.
RDJFA: Beh stavo con Zach Galifianakis...
RDJQV: Chi?
RDJFA: E' un famoso comico, forse nella tua assurda dimensione parallela non esiste.
RDJQV: Si va bene il famoso comico, torna al punto.
RDJFA: Ti faccio notare che sei tu il logorroico. Stavo dicendo, stavamo girando un film...
ZG: Robert! Dove eri finito? Ti stavamo cercando dovunque! (si guarda intorno) Ma te chi sei? Oh MIO DIO! E' tuo Fratello Gemello!
R: No Zach, è la prima volta che incontro questo tizio.
Z: Ma non capisci? Questo dev'essere il tuo Fratello Gemello Segreto! E questa è la prima volta che vi vedete! Escludendo quando siete nati intendiamoci, uhm Robert ti ricordi mica se appena nato hai visto tuo fratello gemello, quello segreto, nel caso tu ne abbia altri di fratelli gemelli, segreti o no. Hai già visto il tuo Fratello Gemello Segreto?
FGS: Io sarei quello matto e te che ti porti dietro questo scimmione alogico?
R: Ci stavo facendo un film insieme, mica un corso di filologia.
Z: Questa è la prima volta che vi incontrate e già litigate? Cosa penserebbe di voi Mamma Downey Junior?
R: Eh!?
FGS: Dovrei ridere? (fa una pausa) Tornando nel campo delle ipotesi verosimili, avete mai sentito parlare del triangolo di Bennington?
R: No.
Z: Ma certo è in Vermont!
R: No cazzo il Vermont No!
FGS: Si bravo Zach, si tratta di una precisa zona geografica nello stato del Vermont, a sud-ovest, nella quale durante l'arco di trent'anni sono scomparse numerose persone.
Z: Il Vermont non perdona!
FGS: Uhm si diciamo di si Zach.
ZG: La gente muooore in Vermont!
FGS: Che io sappia ha la tendenza a morire un po' ovunque, senza curarsi troppo della locazione geografica, Zach.
Z: Non è vero spesso la gente si riunisce in un posto per morire Robert Gemello! Talvolta mi è capitato di osservare mandrie di anziani avvicinarsi a questi “cimiteri” per poi lasciarsi morire là.
RG: Ti stupirai Zach ma la gente ci entra già morta dentro i cimiteri.
Z: Sono zombie!?
RG: Tienilo fermo Finto Me che devo fare un esperimento scientifico. Voglio vedere se introducendo questo mio pugno nella sua testa, la massa cerebrale del buon Zach ne giova!
FM: Adesso mi serve per un film, magari dopo...
Z: Calma amici, dopo averci pensato attentamente credo di poter dire che questo non è il Vermont.
RG: Stupiscimi...
Z: Beh il Vermont è un posto malvagio, noi saremmo morti e non vedendo cimiteri nei dintorni ne deduco che siamo vivi!
RG: Un ragionamento inattaccabile. Dicevamo dell'esperimento...
FM: Fermi un po' cazzo! E se fosse un sogno?
RG: Possibile, banale ma possibile.
Z: Si può essere che sia un tuo sogno Robert e sia io che Robert Gemello siamo un archetipo creato dal tuo inconscio.
RG: Te saresti l'archetipo dell'idiozia?
R: Ma certo! Così tutto avrebbe senso, bravo Zach non ti facevo così furbo!
Z: A dir la verità l'ho letto là. (indica in lontananza)
R: Cristo! C'è scritto tutto quello che abbiamo detto fino ad adesso!
RG: Un complotto! Qualcuno sa già cosa pensiamo oppure peggio ancora condiziona le nostre menti in maniera subdola!
Z: Io leggo e basta.
R: Bloccato qui con un paranoico schizzato e Zach! E non bastasse questo c'è pure uno psicopatico che ci fa dire cazzate da sceneggiatura di serie b!
RG: Cliiimaax!
Continua?
martedì 8 marzo 2011
venerdì 18 febbraio 2011
Sol Invictus
(horror e notizie flash, che c'azzeccano? :D)
26 Dicembre
Viterbo - Durante la notte di Natale a Montechiaro, città nota per l'alto tasso di criminalità, un black out ha paralizzato la cittadina. Intere famiglie sono scomparse, non lasciando alcuna traccia. Sconcertate le autorità, le forze dell'ordine pensano a una setta.
29 Dicembre
Viterbo – A seguito delle prime indagini a Montechiaro, è emerso che solo ad una parte delle case è mancata l'elettricità, le sparizioni sembra siano avvenute solo in queste ultime. Gli inquirenti riferiscono inoltre, di strani graffiti trovati in molte abitazioni.
1 Gennaio
Viterbo – Continuano le rivelazioni sull'enigma di Montechiaro: Soltanto le case a cui non è mancata la corrente durante la notte delle sparizioni, hanno i graffiti. Dopo vari controlli, gli investigatori hanno dichiarato che riportano sempre la stessa scritta: Sol Invictus, Sole Invitto.
26 Dicembre
Viterbo - Durante la notte di Natale a Montechiaro, città nota per l'alto tasso di criminalità, un black out ha paralizzato la cittadina. Intere famiglie sono scomparse, non lasciando alcuna traccia. Sconcertate le autorità, le forze dell'ordine pensano a una setta.
29 Dicembre
Viterbo – A seguito delle prime indagini a Montechiaro, è emerso che solo ad una parte delle case è mancata l'elettricità, le sparizioni sembra siano avvenute solo in queste ultime. Gli inquirenti riferiscono inoltre, di strani graffiti trovati in molte abitazioni.
1 Gennaio
Viterbo – Continuano le rivelazioni sull'enigma di Montechiaro: Soltanto le case a cui non è mancata la corrente durante la notte delle sparizioni, hanno i graffiti. Dopo vari controlli, gli investigatori hanno dichiarato che riportano sempre la stessa scritta: Sol Invictus, Sole Invitto.
domenica 13 febbraio 2011
Le avventure del Grande Mago Vendis: La Logorroica
(Un altro esercizio del corso, stavolta cercherò di dare un seguito alle avventure del Grande Mago, spero :D)
“Buonasera signora! Mi permetta di presentarmi, sono il mago Vendis!” Disse un uomo sulla quarantina. Sulla testa un deserto color rosa, il viso rosso più di una festa dell'unità e grasso al punto di far sembrare le ossa titaniche. Alla signora sembrò un ubriaco. Senza neanche degnare di uno sguardo quel capitale che il Mago si ritrovava per faccia, lo evitò. Stette bene attenta a non inciampare nella lunga veste dell'uomo. Un incrocio tra un vestito da sposa e uno da sacerdote, lungo come il primo e nero come il secondo. La signora, dando prova delle sue doti da equilibrista, sparì nel negozio lì vicino. Il Mago Vendis, per niente scoraggiato, si rivolse ad un'altra signora là vicino. “Signora, signora! Vuole forse che le leggo le carte, no?” La donna rispose confusa. “Sorry speak only deutch.” Cogliendo la palla al balzo, il grande Mago, dette sfoggio della sua conoscenza delle lingue, roba da rendere orgoglioso il buon Goethe, noto generale franco/austriaco. “Ich bin maghen, want yu rid de carte, nein?” Sorpresa e forse spaventata, la povera teutonica riuscì solo a farfugliare un sorry, prima di allontanarsi. Vendis realizzò che questo era l'ottavo rifiuto di giornata. Il prossimo cliente, il nono, doveva accettare i suoi servigi. Un esperto in numerologia e calcolo magico come lui non sbagliava mai, né fu sicuro, al limite avrebbe rifatto i calcoli. Una ragazza si avvicinava, sulla trentina di bell'aspetto, la pelle scura al punto di far dubitare il Mago della sua etnia. “Signorina, mi permetta di presentarmi. Sono il mago Vendis,” il viso rosso più di un film di Dario argento, il buon mago fu costretto a fermarsi pochi secondi. “Dicevo, esperto in tarocchi, oroscopi e molte altre scienze arcane, tra le quali anche stregoneria africana, la famosa magia negra!” Vendis tentò di abbozzare un sorriso affabile, ma lo sforzo per respirare lo fece assomigliare più a un invasato durante la festa del santo patrono di paese. La ragazza con noncuranza degli sforzi del Mago si sedette, in mano teneva una foto, vicino al tavolino di plastica dietro cui si trovava la figura, molto abbondante, del divinatore . L'oggetto era nascosto da un tappeto persiano che cercava di dargli pretese, purtroppo le bianche gambe ne tradivano l'origine ben poco arcana. “Eh salve," mostrò la foto al Grande Vendia, "questo è gianni il mio ragazzo mi ha tradita?” Il mago Vendis provò un senso di meraviglia degno di un bambino la mattina di natale. Finalmente le sue arti magiche trovavano degno scopo. “Signorina la foto emette degli influssi incantati, però per sicurezza gradirei sapere il suo nome e la durata del rapporto.” Si fermò un attimo per riprendere fiato poi continuò più convinto, “Sa è una questione di epica professionale.” “Sicuramente mi chiamo Laura, ho trentaquattro anni e faccio l'estetista a trastevere, sa è un lavoro che mi dà molte soddisfazioni, là tramite una collega, tra l'altro mia carissima amica, ho conosciuto gianni rappresentante di una ditta leader nel mercato, ci conosciamo da tre anni, stiamo insieme da due, mi dica abbiamo ancora speranze?” Impressionato e un po' invidioso della perfetta coordinazione bocca naso della ragazza, certamente frutto di anni e anni di uso smodato durante le lunghe giornate di... “Allora? Che dicono gli astri?” Il mago provò a concentrarsi sugli astri. “Non mi dica niente di male eh! Solo cose buone!” Angosciato dalla trachea della ragazza, capace di far impallidire anche molti noti politici da salotto, il Mago disse la prima cosa che gli venne in mente. “Io ho mollato il mio lavoro alla motorizzazione per questo.” La signorina lo guardò interdetta, presto avrebbe rialzato quel muro di parole insaziabili. Doveva usare tutta la sua magia. “Fu Marte in Giove, durante un eclissi astrofisica di proporzione galattiche a ispirarmi.” La ragazza sembrava aver riacquistato fiducia nelle doti del Mago. “Capì allora che tutte le persone hanno un destino scritto lassù, tra le nuvolose spaziali.” Rosso al punto di superare i 451 gradi fahrenheit, Vendis attese pochi attimi per respirare. La ragazza stava per riaprire la bocca. “Lei ha fatto bene a rivolgersi a me, solo nelle stelle l'uomo, ma anche la donna eh, possono trovare un senso a queste esistenze viola.” Il Mago era stremato, non più abituato a parlare così tanto dai tempi del suo vecchio lavoro. Quando folle di ragazzini appena diciottenni turbavano la sua giornata, chiedendo continuamente se pomiciare in auto comportasse una perdita di punti patente. Sperava che lavorare in campo arcano fosse più rilassante, si sbagliava. Doveva fermarsi per riprendere fiato. Chiuse gli occhi per non rivedere la bocca di lei che si apriva. “Ma allora devo lasciare gianni? Mia madre mi dice di si, mio fratello dice di no, mia nonna dice che devo figliare prima di invecchiare, il mio istruttore in palestra invece sostiene che sono ancora molto carina, gli astri che ne pensano?” Sentì solo un sospiro in risposta, “Si.” Poi silenzio. “Si ma a cosa? Al mio istruttore? A mia madre? A mia nonna?Me lo sentivo! Litighiamo spesso ma alla fine ha quasi sempre ragione, ah se non ci fosse...
“Buonasera signora! Mi permetta di presentarmi, sono il mago Vendis!” Disse un uomo sulla quarantina. Sulla testa un deserto color rosa, il viso rosso più di una festa dell'unità e grasso al punto di far sembrare le ossa titaniche. Alla signora sembrò un ubriaco. Senza neanche degnare di uno sguardo quel capitale che il Mago si ritrovava per faccia, lo evitò. Stette bene attenta a non inciampare nella lunga veste dell'uomo. Un incrocio tra un vestito da sposa e uno da sacerdote, lungo come il primo e nero come il secondo. La signora, dando prova delle sue doti da equilibrista, sparì nel negozio lì vicino. Il Mago Vendis, per niente scoraggiato, si rivolse ad un'altra signora là vicino. “Signora, signora! Vuole forse che le leggo le carte, no?” La donna rispose confusa. “Sorry speak only deutch.” Cogliendo la palla al balzo, il grande Mago, dette sfoggio della sua conoscenza delle lingue, roba da rendere orgoglioso il buon Goethe, noto generale franco/austriaco. “Ich bin maghen, want yu rid de carte, nein?” Sorpresa e forse spaventata, la povera teutonica riuscì solo a farfugliare un sorry, prima di allontanarsi. Vendis realizzò che questo era l'ottavo rifiuto di giornata. Il prossimo cliente, il nono, doveva accettare i suoi servigi. Un esperto in numerologia e calcolo magico come lui non sbagliava mai, né fu sicuro, al limite avrebbe rifatto i calcoli. Una ragazza si avvicinava, sulla trentina di bell'aspetto, la pelle scura al punto di far dubitare il Mago della sua etnia. “Signorina, mi permetta di presentarmi. Sono il mago Vendis,” il viso rosso più di un film di Dario argento, il buon mago fu costretto a fermarsi pochi secondi. “Dicevo, esperto in tarocchi, oroscopi e molte altre scienze arcane, tra le quali anche stregoneria africana, la famosa magia negra!” Vendis tentò di abbozzare un sorriso affabile, ma lo sforzo per respirare lo fece assomigliare più a un invasato durante la festa del santo patrono di paese. La ragazza con noncuranza degli sforzi del Mago si sedette, in mano teneva una foto, vicino al tavolino di plastica dietro cui si trovava la figura, molto abbondante, del divinatore . L'oggetto era nascosto da un tappeto persiano che cercava di dargli pretese, purtroppo le bianche gambe ne tradivano l'origine ben poco arcana. “Eh salve," mostrò la foto al Grande Vendia, "questo è gianni il mio ragazzo mi ha tradita?” Il mago Vendis provò un senso di meraviglia degno di un bambino la mattina di natale. Finalmente le sue arti magiche trovavano degno scopo. “Signorina la foto emette degli influssi incantati, però per sicurezza gradirei sapere il suo nome e la durata del rapporto.” Si fermò un attimo per riprendere fiato poi continuò più convinto, “Sa è una questione di epica professionale.” “Sicuramente mi chiamo Laura, ho trentaquattro anni e faccio l'estetista a trastevere, sa è un lavoro che mi dà molte soddisfazioni, là tramite una collega, tra l'altro mia carissima amica, ho conosciuto gianni rappresentante di una ditta leader nel mercato, ci conosciamo da tre anni, stiamo insieme da due, mi dica abbiamo ancora speranze?” Impressionato e un po' invidioso della perfetta coordinazione bocca naso della ragazza, certamente frutto di anni e anni di uso smodato durante le lunghe giornate di... “Allora? Che dicono gli astri?” Il mago provò a concentrarsi sugli astri. “Non mi dica niente di male eh! Solo cose buone!” Angosciato dalla trachea della ragazza, capace di far impallidire anche molti noti politici da salotto, il Mago disse la prima cosa che gli venne in mente. “Io ho mollato il mio lavoro alla motorizzazione per questo.” La signorina lo guardò interdetta, presto avrebbe rialzato quel muro di parole insaziabili. Doveva usare tutta la sua magia. “Fu Marte in Giove, durante un eclissi astrofisica di proporzione galattiche a ispirarmi.” La ragazza sembrava aver riacquistato fiducia nelle doti del Mago. “Capì allora che tutte le persone hanno un destino scritto lassù, tra le nuvolose spaziali.” Rosso al punto di superare i 451 gradi fahrenheit, Vendis attese pochi attimi per respirare. La ragazza stava per riaprire la bocca. “Lei ha fatto bene a rivolgersi a me, solo nelle stelle l'uomo, ma anche la donna eh, possono trovare un senso a queste esistenze viola.” Il Mago era stremato, non più abituato a parlare così tanto dai tempi del suo vecchio lavoro. Quando folle di ragazzini appena diciottenni turbavano la sua giornata, chiedendo continuamente se pomiciare in auto comportasse una perdita di punti patente. Sperava che lavorare in campo arcano fosse più rilassante, si sbagliava. Doveva fermarsi per riprendere fiato. Chiuse gli occhi per non rivedere la bocca di lei che si apriva. “Ma allora devo lasciare gianni? Mia madre mi dice di si, mio fratello dice di no, mia nonna dice che devo figliare prima di invecchiare, il mio istruttore in palestra invece sostiene che sono ancora molto carina, gli astri che ne pensano?” Sentì solo un sospiro in risposta, “Si.” Poi silenzio. “Si ma a cosa? Al mio istruttore? A mia madre? A mia nonna?Me lo sentivo! Litighiamo spesso ma alla fine ha quasi sempre ragione, ah se non ci fosse...
sabato 29 gennaio 2011
Diario di una Nerd
(Altro esercizio del corso)
Oggi sono riuscita a parlare con Fabrizio! Non è andata proprio come pensavo. Io speravo in un incontro simile a quello di Zagato e Emeraude in Rayearth. Con Fabrizio che mi abbracciava teneramente sotto i ciliegi in fiore. Sara appena le ho detto questa mia fantasia mi ha riso in faccia. Non capisce l'amore true, come quello in Sailor Moon, nonostante la traduzione penosa. Il mio odio verso i traduttori mediaset non può essere descritto con parole, almeno non in italiano. Ma cosa ne vuole capire Sara? Lei che si definisce Anime Girl solo perché segue Naruto subbato! Naruto l'anime più commerciale di sempre. Tutto combattimenti e ragazze svestite. Dove sono i sentimenti? L'amore, l'amicizia, ecc... sempre in secondo piano rispetto alle loro noiose tecniche Ninja. Ho provato a far vedere cose migliori a Sara. L'unico manga che sembra aver apprezzato è Death Note. Probabilmente perché ha visto l'anime, per carità carino ma tutti sanno che la versione Manga gli è superiore! Non so forse pretendo troppo da lei, in fondo ognuno ha i suoi limiti e poi Sara in altri campi se la cava benissimo. Per esempio devo ammettere che con gli uomini ci sa fare, anche troppo. I suoi consigli per approcciare Fabrizio sono utili, magari un po' supponenti. Tipo quella volta che mi ha detto: ”Maria (ha questo vizio di chiamarmi così!) se non provi neanche a parlarci, mi sembra difficile che ti noti.” Umpf! Ragazza di poca fede, l'amore può tutto! Come in Shōjo kakumei Utena, che storia stupenda! Al solo pensiero mi commuovo! Comunque un pò per provare, un pò per farla contenta, oggi mi sono seduta in mensa vicino a lui. C'ho messo cinque minuti prima di avere il coraggio di alzare lo sguardo dal piatto. Stava messaggiando col cellulare, era bellissimo! Un incrocio tra Ken Watanabe e il ritratto di un antico Shogun del periodo Edo. Fiero ma gentile, giusto ma spietato contro i nemici. Dopo un pò gli ho chiesto che indirizzo frequenta, domanda banale, ma misteriosamente come molte banalità di Sara sembra funzionare. Abbiamo parlottato per un pò, sciocchezze tipo gli studi, i corsi più difficili, ecc... tutte cose che già sapevo benissimo, ma sentirle dire da lui... ero in paradiso! Ormai stavo per presentarmi col mio vero nome Rei (non quella cafoneria di Maria). Quando, linguaccia mia, non mi è scappato: “L'hai visto l'ultimo episodio di Erinto no Gato?” E lui: “No! Che è na specie de gatto?” Mi è crollato il mondo addosso! L'amore della mia vita che parla come il peggio coatto di Roma! Mi sentivo male, me ne sono andata senza neanche salutarlo, lasciando il pranzo a metà. Son tornata a casa e per consolarmi volevo vedere gli ultimi episodi dei sette anime che sto seguendo ultimamente. Quando ho avuto l'illuminazione, non cominciano così tutte le grandi storie d'amore? I due amati si fraintendono e litigano, poi puntata dopo puntata si riavvicinano fino a cadere l'una/o nelle braccia dell'altro/a (dipende dal sesso dei protagonisti). Purtroppo non abbiamo litigato ma c'è sempre tempo per quello. Sono sicura che con la forza del mio amore riuscirò a conquistarlo, magari lo convincerò anche a smettere di parlare con quell'accento coatto. L'amore può tutto! Chissà se Youtube ha finito di caricare l'ultimo episodio di Erinto no Gato, meglio controllare.
Oggi sono riuscita a parlare con Fabrizio! Non è andata proprio come pensavo. Io speravo in un incontro simile a quello di Zagato e Emeraude in Rayearth. Con Fabrizio che mi abbracciava teneramente sotto i ciliegi in fiore. Sara appena le ho detto questa mia fantasia mi ha riso in faccia. Non capisce l'amore true, come quello in Sailor Moon, nonostante la traduzione penosa. Il mio odio verso i traduttori mediaset non può essere descritto con parole, almeno non in italiano. Ma cosa ne vuole capire Sara? Lei che si definisce Anime Girl solo perché segue Naruto subbato! Naruto l'anime più commerciale di sempre. Tutto combattimenti e ragazze svestite. Dove sono i sentimenti? L'amore, l'amicizia, ecc... sempre in secondo piano rispetto alle loro noiose tecniche Ninja. Ho provato a far vedere cose migliori a Sara. L'unico manga che sembra aver apprezzato è Death Note. Probabilmente perché ha visto l'anime, per carità carino ma tutti sanno che la versione Manga gli è superiore! Non so forse pretendo troppo da lei, in fondo ognuno ha i suoi limiti e poi Sara in altri campi se la cava benissimo. Per esempio devo ammettere che con gli uomini ci sa fare, anche troppo. I suoi consigli per approcciare Fabrizio sono utili, magari un po' supponenti. Tipo quella volta che mi ha detto: ”Maria (ha questo vizio di chiamarmi così!) se non provi neanche a parlarci, mi sembra difficile che ti noti.” Umpf! Ragazza di poca fede, l'amore può tutto! Come in Shōjo kakumei Utena, che storia stupenda! Al solo pensiero mi commuovo! Comunque un pò per provare, un pò per farla contenta, oggi mi sono seduta in mensa vicino a lui. C'ho messo cinque minuti prima di avere il coraggio di alzare lo sguardo dal piatto. Stava messaggiando col cellulare, era bellissimo! Un incrocio tra Ken Watanabe e il ritratto di un antico Shogun del periodo Edo. Fiero ma gentile, giusto ma spietato contro i nemici. Dopo un pò gli ho chiesto che indirizzo frequenta, domanda banale, ma misteriosamente come molte banalità di Sara sembra funzionare. Abbiamo parlottato per un pò, sciocchezze tipo gli studi, i corsi più difficili, ecc... tutte cose che già sapevo benissimo, ma sentirle dire da lui... ero in paradiso! Ormai stavo per presentarmi col mio vero nome Rei (non quella cafoneria di Maria). Quando, linguaccia mia, non mi è scappato: “L'hai visto l'ultimo episodio di Erinto no Gato?” E lui: “No! Che è na specie de gatto?” Mi è crollato il mondo addosso! L'amore della mia vita che parla come il peggio coatto di Roma! Mi sentivo male, me ne sono andata senza neanche salutarlo, lasciando il pranzo a metà. Son tornata a casa e per consolarmi volevo vedere gli ultimi episodi dei sette anime che sto seguendo ultimamente. Quando ho avuto l'illuminazione, non cominciano così tutte le grandi storie d'amore? I due amati si fraintendono e litigano, poi puntata dopo puntata si riavvicinano fino a cadere l'una/o nelle braccia dell'altro/a (dipende dal sesso dei protagonisti). Purtroppo non abbiamo litigato ma c'è sempre tempo per quello. Sono sicura che con la forza del mio amore riuscirò a conquistarlo, magari lo convincerò anche a smettere di parlare con quell'accento coatto. L'amore può tutto! Chissà se Youtube ha finito di caricare l'ultimo episodio di Erinto no Gato, meglio controllare.
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