“Piero, quale appartamento è?”, i secondi passavano inesorabili, “Cazzo sbrigati!”. Finalmente dopo un tempo che a Fabio sembrò interminabile arrivò la risposta, “Appartamento 51 ragazzo”.
La porta era chiusa, il sensore termico non indicava presenze nell’appartamento, probabilmente erano schermati. Rapidamente sfondò la porta ed entrò, come si aspettava era vuoto, vide due porte ai lati della stanza. Si fermò un attimo per asciugarsi il sudore che scorreva sulla pelle del viso e darsi un’ultima controllata prima del momento decisivo, i capelli erano ben legati. Voleva esserne certo, ripetere la figura di merda rimediata durante l’addestramento, oltre che imbarazzante sarebbe stato mortale. Fece un movimento della mano indicando la porta a sinistra, Laura appena entrata esegui l’ordine senza fiatare. Contarono fino a tre e poi simultaneamente sfondarono le due porte: vuote, non c’era niente. Fabio riuscì appena in tempo a trattenersi dal dare un pugno al muro. “Sono qui, ma dove?” sussurrò Laura al compagno, anche lei come lui portava i lunghi capelli mori legati in maniera perfetta, Fabio si ritrovò a pensare involontariamente se le fosse mai capitato che i suoi capelli le avessero oscurato la visuale durante un addestramento. Venne scosso dai futili pensieri dalla voce di Piero, “Secondo i miei dati l’origine del segnale si trova proprio di fronte a voi”. Laura sbuffò, “Che dici Piero di fronte a noi c’è solo il muro!”. Improvvisamente Fabio capì, si avvicinò al muro incriminato e si piego come per cercare qualcosa per terra. “Trovato!” esclamò sommessamente e staccò un piccolo apparecchio attaccato alla parete, improvvisamente dal nulla apparve un’altra porta. Senza perdere tempo lui e Laura si misero ai lati della porta e fecero irruzione.
All’interno della stanza nascosta si trovavano due persone vicino ad uno strano oggetto che emetteva un laser, “Fermatevi subito ed allontanatevi dal disgregatore”gridò Fabio. Uno si girò e alzo le mani in segno di resa, l’altro invece, che si trovava più vicino al laser continuò la sua attività dando le spalle ai magistrati. “Girati immediatamente altrimenti sono autorizzata a spararti” urlò Laura, passarono alcuni secondi ma il criminale continuava ad usare il laser disgregatore per distruggere le prove. Uno sparo vibrò nell’aria e colpì il braccio destro dell‘uomo che si accasciò per terra sanguinante, “Oh mio dio, hai veramente sparato Fabio!” gridò Laura non riuscendo a nascondere la propria paura. L’altro magistrato si avvicinò al laser per capire cosa stava distruggendo il sospetto, “Ho fatto bene Laura”, affermò sicuro Fabio, “Il bastardo stava distruggendo delle pillole v, fortunatamente ti ho fermato stronzo e adesso non te li toglie nessuno 5 anni” disse rivolto all’uomo ferito.
Laura chiamò un Robo-medico per trasportare il ferito e dopo aver raccolte le pillole v si avviò fuori, Fabio prese l’altro e lo ammanettò, dopo di che lo condusse rudemente fuori dalla stanza fantasma.
Arrivati all’entrata del palazzo trovarono Giorgio e gli altri ad aspettarli, un applauso li accolse, Laura arrossì brevemente ed evidentemente emozionata ringraziò la piccola folla. Fabio, invece prosegui le sue attività con apparente noncuranza, però anche lui lasciava trasparire dai movimenti poco naturali una certa emozione. Una volta consegnate le prove e l’arrestato andarono da Giorgio, “Appena l’indiziato sarà medicato potrà dare inizio al processo signore” disse Fabio con voce piena di orgoglio, “Bravi avete fatto un buon lavoro, anche senza l’aiuto dei conciliatori” affermò Giorgio, “Adesso andate dagli imputati per aiutarli nella scelta degli avvocati”, Fabio non riuscì a trattenere una risata “Potrebbero essere difesi anche dalla dottoressa Flavia ma ormai sono fottuti!”, Il primo giudice lo ammonì “Potrai pure avere ragione però hanno diritto ad un avvocato”, il giovane magistrato rispose imbarazzato, “Certo signore mi scusi”, “Tranquillo”, disse sorridendo Giorgio, “Andate pure ragazzi”.
Si trattava di una formalità però andava fatta, non ci può essere processo senza difesa. Arrivati dall’imputato, Fabio non perse tempo, “Allora bello, ce l’hai un avvocato per te e il tuo amico?”, poi fermandosi un attimo aggiunse sorridendo “Altrimenti c’è l’avvocato base”. L’avvocato base non era altro che un programma informatico, con il compito di difendere chi non poteva permettersi un vero avvocato, la maggior parte dei suoi “clienti” perdeva la causa, il che lo rendeva molto simpatico alla pubblica accusa. Fabio lo sapeva bene perché durante i primi anni di studio per diventare magistrato, aveva perso molto tempo per capire la loro programmazione e come riuscire a fregarli. “Certo che ce l’ho finto italiano” disse l'imputato alludendo alla pelle nera di Fabio. "Attento a quello che dici, puoi essere incriminato per offesa a pubblico ufficiale e razzismo" disse Laura visibilmente arrabbiata, "Lascia stare gioca a fare il duro", affermò Fabio senza sembrare infastidito poi rivolto all'uomo aggiunse "Chiamalo e vediamo se ti salva il culo". Senza altre parole uscirono fuori, mancava solo il consenso del Robo-medico e poi il processo poteva finalmente incominciare, il primo processo di Fabio.
P.s. Ultima parte presto, più presto della terza :D
domenica 11 aprile 2010
domenica 7 marzo 2010
Io se fossi di destra
Io se fossi di destra m'incazzerei, perché non posso votare
Io se fossi di destra sarei amareggiato, come non si può ammettere di aver fatto una cazzata?
Io se fossi di destra direi che è uno schifo fare un decreto salva liste
Io se fossi di destra non voterei, perché questa non è destra
Io se fossi di destra non voterei, perché questa non è destra
martedì 2 marzo 2010
Mass Effect 2
Era da parecchio che un gioco non mi piaceva così tanto, avevo quasi paura di essere invecchiato. Sapete quei discorsi: ormai i videogiochi non mi divertono più tanto, perché non sono più un ragazzino; Si cresce; Piove, governo ladro, insomma questa roba qua. Invece
Non voglio parlare dei dettagli tecnici di questo gioco, ma voglio parlare dell’aspetto meglio riuscito.
Non la trama che onestamente si può ridurre a: Ci sono gli alieni cattivissimi che vogliono invadere l’universo, l’eore/ina deve riunire una squadra di personaggi anonimi (un po’ come dire che i concorrenti del grande fratello sono persone modeste e schive) per prendere a calci in culo i cattivissimi alieni.
I personaggi del nostro A-Team spaziale, pur essendo indubbiamente carismatici, potevano essere più approfonditi. Non che manchino momenti intensi (in particolare Mordin), però una volta finite le loro missioni fedeltà, detta così sembra una promozione di un supermercato, non potrete più interagire con loro. Vi limiterete ad ascoltare i loro lunghi monologhi interiori dandogli sempre ragione manco foste dei rappresentanti disperati o lamentandovi continuamente di questi scassaballe logorroici proprio mentre loro vi raccontano di quando da piccoli la mamma non gli comprava la playstescion (Sant’aliena). Si ok ci sono vie di mezzo ma scommetto che almeno la prima partita vi sarete comportati in un uno dei due modi per cercare di aumentare al massimo il vostro eroismo/essere stronzi. Mancano inoltre le interazioni tra i membri del gruppo, a parte due divertente eccezioni. Forse, dati i loro caratterini, dopo essersi presentati passerebbero direttamente al fucile o alla camera da letto? E credetemi dopo aver visto le opzioni per la romance della mia Shepardessa non so quale sarebbe peggio.
Alcuni arrivati a questo punto penseranno “Ma non dovevi parlarne bene?” Giusto me ne ero quasi dimenticato. Scusate ma è un po’ come quando si sta insieme ad una persona, per quanto tu ci stia bene insieme non si possono non notare i suoi difetti e tra te ci pensi ogni tanto, quanto poco ci manchi alla perfezione. Oppure sono un nerd incontentabile, fate voi.
P.s. Presto terza e ultima parte del Processo
giovedì 11 febbraio 2010
Il Processo parte 2
Non erano passati neanche cinque dei dieci minuti che Piero aveva sentenziato, quando imprecò facendo un gesto come a volere buttare lo schermo che teneva fra le mani “Cazzo! Hanno lanciato una fottuta granata emp al secondo piano, manda i tuoi ragazzi là, prima che rompano i miei di ragazzi”, senza aspettare ulteriormente Giorgio fece segno a Fabio, Laura e ad un altro giovane di andare.
Indossata velocemente la tuta protettiva e il casco, entrarono dalla porta principale e per evitare imboscate salirono le scale lentamente, controllando continuamente i sensori di movimento e attività elettronica. Arrivati al secondo piano, trovarono subito un robot mal funzionante, la macchina tremava ed emetteva scariche a tempi regolari, “Guarda un po’ che fine fanno i ragazzi di Piero senza la babysitter!” osservò sarcastico Fabio, gli altri due si lasciarono sfuggire una breve risata.
Il piano presentava varie stanze, secondo i dati del tecnico l’attacco era avvenuto all'appartamento 11, per sicurezza Laura rimase fuori per coprirli da un lato, nell’altro mise un camera controllata da Piero, in questo modo entrambi i lati del corridoio erano sotto controllo. Fabio e l’altro magistrato entrarono nel locale, l’uno avanzava mentre l’altro controllava le stanze al lato, la tensione era palpabile i sensori segnalavano presenze solo in uno degli ambienti della casa, ma per sicurezza controllarono prima le altre camere. “Niente!” sussurrò Carlo a Fabio, “Qua non c’è niente”; Rimaneva solo da controllare la stanza incriminata, entrambi armarono le pistole per prepararsi ad ogni eventualità.
“Fermi tutti!” urlò Fabio sfondando la porta, non si vedeva nessuno, dov’erano finiti? pensò l’uomo, “Dietro la porta” indicò Carlo. C’erano tre persone, un maschio, una femmina adulti e un bambino, si abbracciavano tremanti.
L’uomo prese coraggio e parlò, “Signori magistrati siamo stati noi a disattivare il robot, ma vi giuro su Allah che non volevamo!”, la donna intervenne per appoggiarlo, “Mio marito a ragione! Noi stavamo cucinando, quando all'improvviso abbiamo sento degli spari e ci siamo spaventati", la donna prese fiato ancora visibilmente impaurita, "Ci stavamo mettendo al sicuro, quando è entrato in cucina questo coso, ci ha osservati e poi improvvisamente è scattato una specie di allarme”, la donna si fermò nuovamente per deglutire nervosamente, “Poi è uscito da casa, ha fatto tutto da solo, ve lo giuro!”. Mentre Carlo esaminava con un rivelatore la causa dell’anomalia, Fabio urlò contro i due, “Siete dei coglioni! Non solo avete danneggiato una proprietà statale, ci state anche rallentando”, calmandosi un po’ continuò, “Dovevate scendere subito per farvi identificare e poi finita l’operazione sareste potuti tornare a casa tranquillamente, adesso invece non mi resta che arrestarvi”. Dietro di lui si sentì ridacchiare, “Stai calmo Fabio, al limite dovremmo ringraziarli”, l’altro lo guardo male, “Sul serio, la causa del guasto è stato il forno digitale che lavora sulla stessa frequenza dei nostri conciliatori”, indicò un forno al centro della cucina, “Grazie a loro abbiamo scoperto un errore di funzionamento che i test di sicurezza non avevano evidenziato, Piero ne sarà felice!” sorrise in maniera ironica. Fabio sembrò poco soddisfatto, “Li lasciamo andare così?”, “Non fare il fanatico”, disse ridendo Carlo, “Piuttosto andiamo su prima che i veri stronzi la facciano franca” e se ne andò dalla cucina. “Per questa volta vi è andata bene”, disse il magistrato guardando la famiglia, “Però spero che la prossima volta siate più coscienziosi”, detto questo anche Fabio uscì dalla stanza.
Dopo aver riportato brevemente quanto accaduto a Piero ed aver ascoltato le sue numerose bestemmie, il tecnico li avvisò che i suoi strumenti stavano percependo attività sospette al quinto piano, i tre andarono verso le scale, Carlo però si fermo, “Prendiamo l’ascensore faremo prima”, Laura si girò verso di lui, “Non dire cazzate avranno messo qualche trappola a gas”, “No il sensore non rileva niente” rispose Carlo e entrò dentro l’ascensore, “Voi fatevi le scale che vi fa bene alla salute, io vado su” sorridendo premette il bottone del quinto piano, “Imbecille” commentò Laura.
Erano arrivati al quarto piano quando sentirono da sopra uno scoppio e un urlo, corsero ancora più forte per arrivare in cima alle scale. Carlo era per terra ansimante, dall’entrata dell’ascensore si vedevano spuntare alcuni fili elettrici lasciati scoperti, forse intenzionalmente, “Maledizione! Laura chiama subito il drone di pronto soccorso, io vado avanti, poi quando Carlo è al sicuro raggiungimi”, sconvolta la donna chiamò subito i soccorsi, “Ma non è meglio che rimani anche te qua?”, Fabio continuando ad avanzare rispose “Non capisci? Questo è un diversivo per farci perdere tempo!”, accese le videocamere per la retro visione, “Adesso credo di aver capito cos’è il segnale visto da Piero, un laser disgregatore per eliminare le prove”, controllò che fossero tutte a fuoco poi riprese a parlare, “E io non glielo permetterò, ancora di più ora che hanno osato ferire un agente in servizio!” avanzò silenzioso verso la fonte del segnale.
P.s. Scusate il ritardo!
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