lunedì 27 febbraio 2012

Fedeli alla Linea

Seguito di Blitzkrieg


"Ho bisogno del tuo aiuto!"
"Vero."
Fabio guardava la macchina che aveva di fronte. Grande come due uomini, armata pesantemente e dotata di una corazza impenetrabile. Fissò quella che era la cosa più vicina a degli occhi, l'obiettivo della telecamera. Mentre lui perdeva tempo per trovare le parole il robot probabilmente lo aveva già analizzato, più e più volte. Poteva solo dirgli la verità.
“Ho trovato questo.”
Porse ai sensori del corazziere un brandello di tessuto intriso di sangue secco.
“Sangue di tipo B, appartiene ad un maschio caucasico, altri dati non trovati. Allora?”
“E' stato trovato dove si è svolta l'ultima guerra.”
“Capisco. Dove le bande nere sono state sconfitte. Fatto increscioso. Non sarebbe successo se...”
Fabio spazientito lo interruppe.
“Non me ne frega niente dei tuoi deliri macchina, quest'abito apparteneva ad un civile!”
“Calmati. Sarebbe molto grave se fosse Vero. Prove?”
“Solo una testimonianza facilmente smontabile, per questo ho bisogno del vostro aiuto.”
Nessuna risposta, un robot risponde immediatamente, la cosa era molto preoccupante.
Fabio sentiva il vento che lo pungeva, si trovavano al porto di notte. Un luogo ideale aveva pensato. Dentro di lui cresceva il panico, doveva scappare prima che la macchina lo arrestasse o lo uccidesse. Studiò attentamente il posto, alla sua destra c'erano dei cargo da poco scaricati, poteva ripararsi lì. No, era impossibile scappare da così vicino. Fece l'unica cosa che poteva fare:
“Rispondimi macchina! ADE schifosa!”
“Attendere. Sto elaborando.”
Fabio andò verso il cargo e ci si appoggiò. Forse la macchina stava pensando sul serio di aiutarlo.
Doveva essere così, solo i corazzieri avevano sufficiente potere per poter indagare e cosa ancora più importante: Solo delle macchine create per difendere la costituzione potevano aiutarlo senza secondi fini.
“Elaborazione completata. Avvicinati giudice.”
“Cosa hai deciso?”
E se si fosse immischiato in qualche affare del Servizio Segreto? E se Loro avessero bypassato la macchina? Fabio tremava.
“Fai bene ad avere paura. Quello che mi hai detto è gravissimo. Proprio per questo dopo un attento esame della Costituzione ho preso la decisione di aiutarti.”
“Grazie corazziere, ti sono debitore.”
Il giudice si rilassò, con le macchine dalla sua non era più un impresa impossibile. Poteva arrivare alla verità.
“C'è un però. Devi aiutarmi. Ti sorprenderà umano ma anche noi macchine siamo divisi. In due fazioni. Io faccio parte della fazione che crede che l'Italia ha bisogno di un rinascimento ideologico.”
Fabio rise poco stupito.
“Anche voi macchine vi siete fatti coinvolgere nei guelfi e nei ghibellini? Eppure voi che siete pura logica dovreste capire che è solo un videogioco!”
“Non esattamente. Ci chiamiamo R.C. B. Rete Costituzionalista Berlinguer.”
“Ma siete pazzi!? Il Comunismo oggi?!”
“Falso. Non vogliamo il comunismo Fabio. Vogliamo ridare un'alternativa. Riaccendere un fuoco sopito. Per usare una metafora umana.”
“E volete che vi aiuti?”
“Vero. Abbiamo bisogno di avere contatti tra gli umani. Voi giudici ci sembrate i più adatti.”
La cosa era talmente assurda che Fabio non sapeva se ridere o disperarsi. Nel dubbio disse la prima cosa che gli venne in mente.
“State tradendo la costituzione!”
Falso. Dopo molte analisi siamo giunti alla conclusione che questo è il miglior modo di difendere la Costituzione.”
“Ma porca Banca Centrale! Io sono venuto qui per chiedere il tuo aiuto in un'indagine e te ne esci con questo!”
Un suono stridulo a intervalli regolari gli rispose. Doveva essere una risata.
“Mi sembra uno scambio equo. Aiutaci Fabio e noi aiuteremo te.”
Il giudice osservò di nuovo la macchina. Forse era giusto così, che delle macchine programmate per difendere la repubblica salvassero la stessa repubblica. Scelse di crederci, almeno per il momento.
“Dicono che voi macchine siete diverse da noi, eppure io adesso ho di fronte il solito paraculo italiano.”
Tese la mano, la macchina capì e gli strinse il palmo con il suo arto metallico.

martedì 3 gennaio 2012

ÜbErfUtUrO

Bip.
Un anziano signore cammina per la strada, forse per tornare a casa. Non ci tornerà.
"Salve vecchio!"
L'anziano affretta il passo.
Bang!
"Ho detto salve e non sto scherzando"
Anf anf.
"Ccosa vuuoi?"
Anf anf.
"Che domande vecchio! Alzare il prodotto interno lordo!"
Mi fissa attonito.
"Bravo hai capito."
Bip.
"Ti leggo brevemente il nostro manifesto: Noi vogliamo sopra di tutto tre cose: Libertà, Progresso e Violenza."
Bip.
"Ti risparmio i dettagli vecchio, che ne dici di crepare e basta?"
“Asspetta io lo so chi siete e vvvi risppetto molto!”
Click.
“Bene, mi piaci vecchio, muori e pensa al lavoro che creerai, agli introiti, alle spese inutili che cancellerai! Sei come la cazzo di pecora di Abramo! Hai l'onore di essere sacrificato per l'unico Dio che conti!”
“Ffermo!!!”
Smile.
“Ricomincerò a lavorare, sarò produttivo!”
BANG!
“E' troppo tardi.”

Quest'AudioVentura vi è stata narrata dall'amichevole Capitan Profitto di quartiere! Che vi ricorda le tre parole: Libertà, Progresso e Violenza!
Buone Indagini!!!
Bip.

giovedì 22 dicembre 2011

Giuochi per perditempo

A lungo ho pensato cosa potevo pubblicare per ricominciare a usare il blog, come al mio solito ho deciso di pubblicare la prima cazzata che mi è venuta in mente!

Scopo: Passare del tempo inventando un modo molto stupido per passarlo.

Come: Si prende un film che non si è mai visto a caso da imdb e si immagina la trama, sapendo solo gli attori e la descrizione breve del film.

Perché: Bella domanda!

Es:
 Rogue il solitario

MiniTrama: An FBI Agent seeks vengeance on a mysterious assassin known as "Rogue" who murdered his partner (copincollata senza tradurla che non ciò voglia).

Jason Statham fa l'agente FBI Crafword.
Jet Li fa il misterioso assassino Rogue (fantasia portami via).

Svolgimento:

Siamo a L.A. L'agente Crafword sta andando a casa del collega, nonché caro amico, S. Figato, agente italo americano da poco entrato nel FBI. Crafword pregusta soddisfatto la serata che lo aspetta con il caro amico. Qui ci sta un flashback della prima serata in cui uscirono insieme. Crafword riesce a convincere Figato ad andare in un pub per rimorchiare due pollastre. Qui succede il miracolo, la mora che toccava a Figato propone per disperazione a Crafword una cosa a tre, nasce una profonda amicizia. Ritorniamo al presente, Crafword propone all'amico la solita uscita a tre più Figato, quando l'imprevisto! Dal bagno esce un asiatico che spara a Figato fuggendo dalla finestra (si fa le due cose insieme). Scopriamo inoltre che Figato vive, anzi viveva, in un grattacielo.
Crafword con il cuore a pezzi decide di andare lo stesso a rimorchiare in memoria del caro amico. Qui succede una cosa che ferisce profondamente il protagonista, le ragazze sembrano meno interessate a lui!
(15° Minuto!)
Crafword l'indomani decide di usare tutti i suoi potenti mezzi di agente FBI per scoprire la verità. Promettendo di regalare i suoi buoni pasto a mezza FBI, scopre dove abitano i genitori di Figato, poi si ricorda che deve andare al suo funerale, amareggiato capisce che è ora di mettersi a dieta. Al funerale parla con la madre, il padre, nonni, fratelli, cugini, nipoti e un clown che passava di lì per caso. Nessuno sa niente, basito torna sulla scena del delitto per cercare indizi. Qui accade l'inaspettato! Una donna bellissima lo sta aspettando, dice di chiamarsi Erica, senza la n che sennò si offende. La donna afferma di sapere dove si trova il misterioso assassino. Affamato di azione, siamo al 38° minuto e non ha ancora ammazzato nessuno, Crafword se ne va senza farle altre domande, a parte chiederle il numero. Seguendo l'indirizzo si trova nella Koreatown di L.A. Chiede indicazioni ad un anziano signore, questi però non capisce l'inglese ma in suo aiuto accorre un giovane che tiene fermo il vecchio mentre viene pestato a sangue. Soddisfatto delle indicazioni e della velocità di apprendimento dell'anziano signore, Crafword si dirige verso il luogo che scopre essere un bordello! Chiedendo al gentile personale se conoscono il suo caro amico Figato, gli dicono di andare da tale miss Santanal. La signorina in questione sembra molto disposta verso Crafword ma lui stoico decide di limitarsi a chiederle la preziosa informazione, lamentandosi però della sceneggiatura che non sfrutta il suo talento di attore. Giunto nell'appartamento indicatogli trova lui, il misterioso assassino! Si guardano con sguardo truce, poi inizia la lotta. Misterioso, sfruttando le prerogative che il cinema ha dato alla sua etnia, lo mette in seria difficoltà con potenti colpi di Kung Fu e una velocità che confonde l'avversario. Poi il colpo di scena! Crafword si ricorda di avere una pistola! L'assassino ha pronta una sagace battuta per sottolineare l'amara ironia della vita ma non la dice, perché è un uomo di poche parole. Crafword prima di ucciderlo decide di scoprire perché ha ucciso il povero Figato. Contravvenendo a quanto scritto poco sopra, misterioso assassino si lascia scappare una confessione lunga e particolareggiata. Confessa di essere l'amante di Figato e di come l'aver visto Crafword nell'appartamento abbia scatenato in lui un attacco di gelosia tipicamente latino. Poco soddisfatto della verità l'agente uccide l'assassino al rallenty.
(Epilogo!)
Crafword si trova a letto con la bella Santanal. Apparentemente sembra appagato ma un'occhiata triste verso la piazza del letto vuota alla sua destra, fa capire che non ha ancora superato il dolore per la tragica morte dell'amico.

Fine

mercoledì 27 luglio 2011

Blitzkrieg

Ore 22:48

Mancano poche ore.
In una stanza buia e senza microfoni il Sergente Francesco osserva fuori dalla finestra, il tempo stringe. Le Bande Nere rischiano l'onta della sconfitta. “Signore insisto!” L'uomo accanto si morde il labbro. “E sia.”

Ore 23:17

L'esercito nemico si avvicina, i mercenari si schierano per opporre l'ultima resistenza. Se riuscissero a conquistare la fortezza, le Bande Nere difficilmente potrebbero riprenderla in tempo. Tempo, la guerra è ormai solo una questione di tempo, pensa il sergente. Costretti dalla situazione difficile i mercenari hanno giocato la loro ultima carta. Nervoso Francesco ricontrolla nuovamente l'ora.
Una chiamata interrompe i pensieri del Sergente, è ora di svolgere il suo lavoro. “Qui IDI, come spiegate alla nazione che state perdendo la guerra?” Se c'è una cosa che odia sono i giornalisti. “Non stiamo perdendo signora, come gli spettatori possono vedere teniamo ancora la fortezza.” “Ma per quanto?” Come tutti i militari Francesco odia le interviste a schermo nero. Lei può vedere e studiare le sue reazioni, lui invece sente solo una voce fredda e sottilmente minacciosa. “La nostra posizione è ampiamente difendibile, resisteremo fino alle quattro rispettando così i vincoli dell'ADE.” Un momento di silenzio, il respiro dell'uomo si fa lievemente più pesante “Capisco, ricordiamo al nostro pubblico che la guerra è incominciata ieri, a seguito di alcuni screzi legati allo sfruttamento dell'energia idrica tra le due nazioni attualmente in conflitto.” Il Sergente si rilassa, la giornalista sembra aver cambiato argomento. “Molti ci chiedono come riuscite ad essere sicuri di non coinvolgere civili?” Alla domanda Francesco stringe nervosamente il pugno, che sappia? Meglio rimanere vaghi pensa l'uomo. “Ottima domanda, prima di tutto l'Agenzia Diplomatica Europea si assicura che la zona predisposta per il conflitto sia sgombra di ogni civile,” si ferma pochi secondi, deve essere convincente, “inoltre dei sensori evitano che chiunque, dai bambini fino ai pazzi pacifisti, possa entrare nel perimetro.” Sfoggia un sorriso rassicurante. “La ringraziamo, che l'uomo abbia trovato il modo per uccidersi civilmente? La risposta a questa ed altre domande più tardi alla conclusione del conflitto, Qui Sara Fedeli IDI, Informazione Diretta Immediata.” Il collegamento si è appena concluso e Francesco si può finalmente rilassare, gli spari si avvicinano.

Ore 01:29

Il nemico è dentro la fortezza. “ Francesco sei sicuro che sono entrati in contatto con il soggetto?” il Sergente Maggiore lo guarda inquieto, nonostante abbia da poco raggiunto i quaranta stanotte sembra molto più vecchio. “Signore le rivelazioni non possono aver sbagliato, quell'uomo era là fuori tra noi e loro, non possono averlo evitato!” Carlo lo guarda in faccia spaesato, “Non so cosa dirle Sergente.” Francesco guarda fuori verso il campo di battaglia, la loro ultima possibilità. Avevano informato in maniera anonima l'agenzia della presenza di un civile. Speravano che sospendessero le operazioni. Non era successo niente perché? Soltanto ieri, all'inizio della guerra, pensavano di farcela. La fortezza era ben trincerata e con una sola entrata, l'ADE aveva vietato l'uso di robot pesantemente armati, ritenendo il conflitto minore. Francesco continua incessantemente a pensare agli avvenimenti della giornata appena trascorsa, cosa è andato storto? Perché l'ADE non è intervenuta? E' la fine? Più di tutte è questa la domanda che lo assilla.

Ore 04:02

E' la fine. Non bastasse la sconfitta e i molti amici caduti, sono stati costretti a consegnare ai mercenari avversari le loro insegne. Peggio di così non poteva andare, sette anni di lavoro buttati nel cesso. In compenso i media erano soddisfattissimi, gli ascolti erano stati alti e avevano dei nuovi nemici da schernire pubblicamente. Appena rilasciato dai vincitori Francesco si avvicina alla giornalista dell'IDI. Poco prima di incominciare l'umiliante intervista chiede informazioni sul civile che era penetrato sul campo di battaglia, la donna lo guarda perplessa, “Quale civile?” Francesco si allontana ignorandola totalmente, una sola cosa lo tormentava. Cosa diavolo è successo? L'ADE li aveva traditi? Eludendo la giornalista, l'ormai ex Sergente si avvicina alla zona di guerra. Riesce ad entrare ma ha attivato i sensori, ha meno di un minuto prima che lo intercettino e lo riportino fuori. Si aggira al buio tra l'erba bagnata dalla rugiada, ricorda che le strumentazioni indicavano la presenza del civile a nord ovest della fortezza. Francesco corre verso il punto, sente le sirene, sfrutta le sue ultime forze, deve farcela per le Bande Nere. E' questa la zona? Si chiede febbrilmente mentre il suono delle sirene si fa sempre più forte. “Fermo! Alza le mani e vieni verso di noi lentamente.” In pochi attimi è circondato dagli agenti, piano e senza movimenti bruschi si alza dal terreno e si consegna alle autorità. Una volta salito sul blindato si siede e riprende fiato, c'è riuscito. Ha trovato brandelli di un vestito che non può appartenere ad un militare e del sangue sul terreno. Poco prima di salire sul mezzo ha intriso la manica della sua uniforme nel sangue, ha una prova. Ma a chi può consegnarla?